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	<title>Partito Democratico &#187; Consigli Comunali</title>
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	<description>Circolo &#34;Norberto Bobbio&#34; Novate Milanese</description>
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		<title>Intervento del segretario del Circolo all&#8217;attivo del 16 luglio</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Jul 2009 15:26:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amministrative 2009]]></category>
		<category><![CDATA[Circolo]]></category>
		<category><![CDATA[Consigli Comunali]]></category>
		<category><![CDATA[Novate]]></category>
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		<description><![CDATA[Cari democratici e care democratiche, 
i risultati delle urne novatesi ci consegnano un risultato bellissimo di cui andare tutti fieri.
Abbiamo condotto insieme una campagna elettorale impegnativa e difficile che ha assorbito tempo energie e risorse di tanti di noi, in uno sforzo collettivo, ricco di entusiasmo e passione.
Prima di girare pagina e volgere lo sguardo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Cari democratici e care democratiche, </em></p>
<p><em></em>i risultati delle urne novatesi ci consegnano un risultato bellissimo di cui andare tutti fieri.</p>
<p>Abbiamo condotto insieme una campagna elettorale impegnativa e difficile che ha assorbito tempo energie e risorse di tanti di noi, in uno sforzo collettivo, ricco di entusiasmo e passione.</p>
<p>Prima di girare pagina e volgere lo sguardo verso un nuovo capitolo che si apre per il PD, per l’Amministrazione Comunale e per Novate, voglio soffermarmi ancora un poco sulle settimane appena trascorse e ringraziare lo sforzo dei molti volontari, la presenza assidua dei tanti militanti che hanno contribuito a realizzare gli eventi e le iniziative che hanno costellato la campagna elettorale.</p>
<p>La forte tensione unitaria che ci ha legato in queste settimane è una memoria preziosa che dobbiamo conservare per il futuro: è stata questa una delle chiavi del nostro successo elettorale.</p>
<p><span id="more-573"></span>Un risultato netto ed inequivocabile: il PD si è presentato con idee e persone che hanno raccolto un chiaro consenso da parte dei novatesi.</p>
<p>Un percorso lineare che ci ha portato ad individuare un candidato sindaco attraverso primarie vere e competitive; un programma partecipato; alleanze comprensibili e coerenti; una lista di candidati che ha saputo cogliere nel segno.</p>
<p>Un risultato non scontato.</p>
<p>L’alternanza non si produce automaticamente: non c’è nessun meccanismo che naturalmente produca il ricambio di governo. Così come non basta aver governato bene per essere riconfermati, non basta aver governato male per essere mandati a casa.</p>
<p>I risultati in Lombardia ci dicono proprio questo: nelle urne non si produce alcun automatismo. Così è accaduto che importanti e bravi amministratori di centrosinistra siano stati sconfitti, a beneficio magari di egregi sconosciuti del centrodestra. Certo, ha pesato –oggi, a differenza delle precedenti elezioni amministrative &#8211; l’alleanza sin dal primo turno fra PdL e Lega: una marea verde-azzurra che in Lombardia ha letteralmente sommerso anche le buon amministrazioni di centrosinistra uscenti.</p>
<p>A Novate è andata diversamente.</p>
<p>Non voglio fare adesso un’analisi del voto. Qualche dato va però ricordato. Il PD ha perso oltre 2.1 milioni di voti rispetto alle europee del 2004 e oltre 4.1 milioni rispetto alle politiche del 2008. Il PdL ha mantenuto rispetto al 2004 e perso 2.9 milioni rispetto alle politiche del 2008. In Lombardia invece il PdL è avanzato, mentre il PD è arretrato di 7 punti.</p>
<p>Questo è il contesto, l’orientamento generale, espresso dall’elettorato.</p>
<p>Il vento che in Lombardia soffiava forte a favore del centrodestra, a Novate non è bastato. Così come non è stata sufficiente, per la maggioranza uscente, una campagna elettorale aggressiva, che non ha escluso colpi bassi e cadute di stile.</p>
<p><em>Ha prevalso la volontà dei novatesi di cambiare registro e Lorenzo gliene ha dato l’occasione!</em></p>
<p>Il PD consegna a Novate una giunta di centrosinistra ed è il perno dell’alleanza di governo: 9 consiglieri su 12. È un motivo di grande soddisfazione che ci carica di grande responsabilità.</p>
<p>Com’era nelle nostre premesse e promesse, il PD ha messo in campo una squadra rinnovata, ringiovanita e con una presenza femminile più marcata. L’età media dei nostri consiglieri è inferiore ai 40 anni; 5 sono under40; su 9, ci sono 5 uomini e 4 donne; molti di loro sono al primo mandato.</p>
<p>Qui non è in discussione né il giovanilismo, né il nuovismo. Qui è in campo la forza di un partito che sa approfittare della presenza dei giovani e di energie nuove per pensare al suo proprio futuro e produrre quel ricambio che è necessario per la sua stessa sopravvivenza. Le nuove classi dirigenti non si allevano in laboratorio ma si sperimentano sul campo.</p>
<p>La squadra c’è ed è ben amalgamata: non le resta che mettersi alla prova. Noi siamo certi che verranno messe a frutto le doti e le qualità di ognuno, che si sapranno costruire relazioni di stima, fiducia e collaborazione, così come è stato in questi mesi.</p>
<p>Le questioni da affrontare sono molte e tutte complesse, qualcuna particolarmente urgente: la sistemazione delle società partecipate e di Polì in particolare, che di nuovo si presenta con gravissimi problemi di bilancio e perdite milionarie, oltre che con l’eterna domanda: che fare di questa struttura pesante e malgestita? Dobbiamo tracciare una linea di demarcazione netta fra l’operato dell’amministrazione precedente e il nostro, non fosse altro che per distinguere le responsabilità.</p>
<p>Il disastro di Polì sarà addebitato a loro: la sua soluzione a noi.</p>
<p>Insieme ai problemi però ci sono anche le cose positive: il Piano di Governo del Territorio, la Cittadella della Salute, sono opportunità per Novate e i suoi cittadini. Dovranno essere anche un’occasione di partecipazione: occorre su questi temi aprire un confronto, una discussione. Il PGT non si fa nel chiuso di un Ufficio Tecnico a cura di qualche esperto. È mancata sinora la sensibilità e la volontà politica di rendere partecipi i cittadini, di affrontare insieme, con il metodo della discussione e del confronto democratico, le grandi trasformazioni del territorio –che sono insieme una grande questione urbanistica e sociale – che attiene alla qualità del vivere e delle relazioni sociali, alla progettazione del futuro di una città e quindi delle generazioni a venire. Dobbiamo cogliere questi momenti come occasioni alte di partecipazione democratica. Accompagnare i cittadini in queste trasformazioni: questo è il compito della politica, non solo dei buoni amministratori. Un compito per il partito e per chi ricopre ruoli istituzionali.</p>
<p>Nessuna buona amministrazione è possibile se non vi è coinvolgimento, apertura e discussione: capacità di creare consenso attorno all’azione amministrativa. La via sbrigativa della decisione tecnica, che si sottrae al confronto, oltre a produrre un deficit di democrazia, svalorizza il ruolo stesso dell’amministratore: che prima di tutto è un politico.</p>
<p>È questo che intendiamo quando parliamo di partecipazione. Non lo sterile assemblearismo o la discussione fine a sé stessa, che conduce all’immobilismo. Intendiamo invece la capacità di decidere, di sviluppare processi decisionali efficaci che rendano responsabili i cittadini rispetto alle scelte compiute.</p>
<p>Per questo ci vuole un di più di capacità decisionale, di comprensione dei problemi: una maggior presenza e puntualità nell’individuare alternative. Una chiarezza di obiettivi e la capacità di saperli indicare. Un percorso partecipato non sottrae potere o responsabilità all’amministratore. Al contrario, rende quest’ultimo ancora più impegnato e presente: perché è lui che deve guidare questo percorso, è lui che deve indicare gli obiettivi ed è lui responsabile degli esiti.</p>
<p>Questioni indicate chiaramente nell’intervento –che io sottoscrivo in pieno- in consiglio comunale da Davide Ballabio. Una persona di cui conosciamo e apprezziamo la capacità e i meriti, a cui è affidato un compito non semplice: quello di guidare il gruppo più numeroso che siede in consiglio, vero baricentro della maggioranza –che dovrà garantire stabilità, solidità e serenità all’azione amministrativa di Lorenzo. A lui e agli altri consiglieri vanno i nostri auguri di buon lavoro. Vi aspetta un compito appassionante e impegnativo: sappiate che avete alle spalle un partito unito che vi sostiene e che vi appoggia.</p>
<p>Per questo il partito deve poter e saper condividere e sostenere le scelte dell’amministrazione comunale; essere volano di consenso; contribuire attivamente all’elaborazione e alla discussione, saperla ampliare e diffondere. Perché il lavoro di un partito non si esaurisce al termine della campagna elettorale. Dobbiamo guardare lontano, essere terreno fertile di elaborazione, andare oltre i confini del mandato amministrativo. Per fare questo abbiamo bisogno di stare nella società, di parlare alla società, di fare una politica semplice e comprensibile alla gente, con chiarezza di proposte e di idee.</p>
<p>Dobbiamo costruire rapporti non episodici e non dettati dalle scadenze elettorali con la società novatese, le sue libere espressioni associative, cooperativistiche, imprenditoriali, aggregative. Siamo nelle condizioni di poter estendere ulteriormente la partecipazione al nostro partito, proseguire il lavoro di allargamento della base di consenso del PD. Il Congresso può anzi essere l’occasione per produrre una ulteriore inclusione: siamo andati ormai ben oltre la sommatoria dei due partiti storici di provenienza. Bisogna continuare così, in un processo inclusivo e accogliente; nel PD devono trovare agibilità anche anime diverse, senza che una precluda spazio all’altra. Dovrà essere sempre di più il confronto sui contenuti a guidare la discussione nella formazione delle scelte.</p>
<p><strong>Il consiglio comunale del 9 luglio.</strong></p>
<p>Lasciatemi fare un inciso su quanto è accaduto nel consiglio del 9 luglio scorso.</p>
<p>Chi amministra lo fa pro tempore: in democrazia nessuna investitura è a vita.</p>
<p>Spiace che qualche esponente dell’opposizione non l’abbia compreso, ritenendosi indispensabile per il buongoverno della cosa pubblica. Ma, per fortuna, nessuno è indispensabile, nessuno è insostituibile!</p>
<p>Chiunque affronti la vita politica dovrebbe saperlo e tenere questa massima ben scolpita a mente.</p>
<p>Sono gli elettori che decidono: e bisognerebbe avere più rispetto del verdetto delle urne, che è anche –inevitabilmente- un giudizio sul proprio operato.</p>
<p>Mentre suggerisco moderazione, nei toni e nei giudizi, a chi si appresta a cinque anni di opposizione (e a chi per statuto si erge a rappresentante dei “moderati” ma che poi moderato non è affatto…) non voglio però sminuire né le persone, né il ruolo fondamentale di chi si trova ora in minoranza. Perché credo nella democrazia e nel fondamentale ruolo dell’opposizione. E per questo mi dolgo del fatto che non sia stata accettata la proposta di mutuo riconoscimento istituzionale, fatta da Lorenzo ai consiglieri di minoranza. Una proposta che mirava al rispetto delle regole sostanziali del gioco democratico.</p>
<p>A giudicare dai primissimi interventi, avremo in consiglio comunale un confronto arduo, oppositori agguerriti che conoscono bene le materie trattate e che sapranno fare fino in fondo il proprio mestiere. Non ci perdoneranno certo gli errori, né ci risparmieranno critiche. Questo è un bene, perché avremo uno stimolo in più a fare meglio di chi ci ha preceduto, a motivare con ancora maggiore serietà ogni nostro atto, ad essere più rigorosi e attenti nell’analisi e nelle proposte.</p>
<p>In una democrazia ben funzionante, giunte coese sono sostenute da maggioranze coerenti e l’opposizione lavora per essere il futuro governo.</p>
<p>Nella distinzione dei ruoli e nel rispetto delle funzioni.</p>
<p>Questo presuppone reciproco riconoscimento, un assetto istituzionale equilibrato e una ripartizione dei poteri che garantisce le minoranze. Cosa a cui l’amministrazione uscente non ci aveva abituati.</p>
<p>La giunta ora ha tutti i numeri per lavorare bene ed affrontare con efficacia anche i dossier più difficili e spinosi.</p>
<p><strong>Il congresso. </strong></p>
<p>L’attività del PD , nonostante il periodo estivo, non si ferma. Siamo nel pieno della preparazione del congresso, che il nostro statuto chiama convenzione. Com’era da tempo annunciato esso si svolgerà a ottobre. Sarà un congresso differente dagli altri, con regole affatto nuove, non particolarmente complicate ma forse un po’ macchinose che richiederanno un impegno organizzativo a livello di circolo non indifferente.</p>
<p>Il percorso è questo:</p>
<p>- il 25 ottobre si terranno le primarie aperte a tutti per eleggere gli organismi nazionali e regionali (segretari e assemblea)</p>
<p>- queste saranno precedute a settembre da una consultazione fra i soli iscritti dove verranno discusse le candidature a segretario e le relative mozioni. Queste saranno votate insieme ai delegati alla Convenzione Regionale ed alla Convenzione Nazionale, che si terrà l’11 ottobre;</p>
<p>- alle primarie del 25 ottobre saranno ammessi tutti i candidati che avranno ottenuto almeno il 15% dei voti fra gli iscritti ( in ogni caso i primi tre, purché abbiano ottenuto almeno il 5%)</p>
<p>- il 25 ottobre voteremo due liste: quella collegata al candidato segretario regionale e quella legata al candidato segretario nazionale. Le liste conterranno i nomi dei candidati alle due assemblee: nazionale e regionale.</p>
<p>Due fasi quindi: una riservata agli iscritti, che deve consentire il vaglio del gradimento dei candidati e delle mozioni; l’altra aperta al cosiddetto “popolo delle primarie”, cioè tutti coloro che, aderendo ai principi del PD, vogliano esprimersi sul candidato segretario.</p>
<p>Seguiranno al 25 ottobre i congressi a livello dei circoli e provinciale –per eleggerne gli organismi.</p>
<p>Per avere diritto di voto occorre essere iscritti al PD entro il 21 luglio.</p>
<p>Le candidature saranno formalizzate il 23 luglio.</p>
<p>Questo è il calendario, su cui non mancheremo di tenere tutti aggiornati.</p>
<p>Non voglio però sottrarmi a qualche notazione preliminare, ancora del tutto introduttiva.</p>
<p>Il congresso è uno dei momenti più importanti della vita di un partito. Quello in cui si discutono le proposte, si decidono le strategie, si scelgono le persone che devono portarle avanti.</p>
<p>È un peccato che questa fase sia preceduta da polemiche non particolarmente edificanti, trattate dalla stampa in modo a volte strumentale. Sembra che si tratti di una lotteria e non di un processo democratico di selezione dei massimi dirigenti; sembra che a chiunque debba essere consentito di concorrere alla segreteria del PD.</p>
<p>C’è da chiedersi come sia possibile che un partito sia fatto oggetto di simili attacchi.</p>
<p>E c’è anche da chiedersi come sia possibile che l’alleato –per ora unico- si comporti nei nostri confronti in un modo così aggressivo, insultando e delegittimando.</p>
<p>Rilevo per inciso, come l’affaire Grillo dimostri però l’irrinunciabilità del PD: non c’è alternativa possibile al centrodestra che non passi attraverso il PD. Grillo non a caso non si è candidato a guidare l’IdV ( con la quale ha più di una consonanza: nello stile e nei contenuti) o a fondare un suo partito. Sembra un paradosso, ma proprio Grillo –con il suo intento distruttivo- mette in luce un aspetto. Al PD non ci sono alternative plausibili.</p>
<p>Dunque: facciamolo bene questo partito!</p>
<p>Usciamo da questo purgatorio – come l’ha definito Adriano Sofri- con un congresso vero, che discuta, che metta al centro dell’agenda politica i temi più scottanti, che dia una prospettiva storica a questo partito, lo candidi finalmente ad essere prossima guida del paese. Sia cioè un congresso fondativo, non una lotta di potere per la leadership.</p>
<p>Voglio indicare tre temi soltanto.</p>
<p>Primo: mi piacerebbe che si mettesse a fuoco la questione della rappresentanza politica delle regioni del Nord. Non si può governare l’Italia senza – o addirittura contro –la parte più produttiva del paese. Si arrivi dunque ad una proposta su questo: come riconquistare la fiducia della parte più esigente dell’opinione pubblica, delle regioni più vive e dinamiche. Come rimediare allo scollamento -che abbiamo registrato ancora una volta nelle ultime elezioni- fra centrosinistra e questa parte del paese.</p>
<p>Secondo tema: la democrazia in Italia ha alcune debolezze strutturali, che sono aggravate da un clima di critica permanente delle élite –cui si accompagna il desiderio di un decisionismo sbrigativo che aggiri le regole e le istituzioni (basta ricordare la ricorrente polemica sul ruolo del Parlamento e sul numero dei parlamentari). Noi abbiamo sempre detto che la crisi della politica si affronta con un di più di democrazia: che l’antipolitica va combattuta con la buona politica, che le restituisca autorevolezza e credibilità.</p>
<p>L’antipolitica è solo in grado di distruggere, non di costruire.</p>
<p>Si tratta quindi di riavvicinare i cittadini alla politica: la partecipazione può essere il metodo? E quindi: che ruolo dare alla partecipazione? Quale assetto, quale equilibrio è possibile –nel partito e nelle istituzioni- fra democrazia diretta e democrazia rappresentativa?</p>
<p>Terzo tema: la questione dell’uguaglianza. Su questo sembrano d’accordo tutti, da Rutelli fino a Marini: Franceschini la esplicitò nel discorso di insediamento a Roma , la evoca da tempo Bersani.</p>
<p>Ogni politica di centrosinistra deve mettere al centro la questione dell’uguaglianza, sostenendo un progetto di società sostanzialmente alternativo alla destra. È una questione che valica i confini nazionali. La sinistra perde in Europa perché è stata sconfitta su questo terreno che le è proprio –e come diceva Norberto Bobbio- è il discrimine fra destra e sinistra.</p>
<p>Schematicamente: mentre la destra esalta la disuguaglianza come motore dell’economia e della società, la sinistra ha il suo perno nell’ uguaglianza. Dobbiamo trovare il modo di declinarla modernamente, non come egualitarismo, ma in termini di pari accesso alle opportunità: studio, lavoro, crescita ecc&#8230;</p>
<p>Il paradosso è che mentre la destra ha cavalcato il pensiero unico neoliberista la sinistra ha al massimo proposto ricette per mitigarne le conseguenze: mai un modello chiaramente alternativo.</p>
<p>Occorre riprogettare lo Stato Sociale, i sistemi di protezione, rimettere in moto l’ascensore sociale cioè creare mobilità fra i ceti sociali, valorizzare i talenti, affrontare la questione delle generazioni future, della solidarietà intergenerazionale, della coesione sociale. È una cosa che non riguarda solo noi, ma anche i nostri cugini francesi, tedeschi, le socialdemocrazie del nord Europa: tutti sembrano aver fallito su questo terreno.</p>
<p>Dunque, si riprenda questa discussione, la si affronti, si facciano proposte alte, che guardano lontano. Per questo–senza alcuna operazione nostalgica- occorre mettere al centro i temi del lavoro e dell’impresa: dell’impegno a uscire dalla crisi con una società più moderna e più giusta, capace di stare dentro la competizione globale senza produrre frammentazione e divisioni, disgregazione sociale. Si affronti seriamente il tema dell’immigrazione non in ottica repressiva –senza arretrare di un centimetro sulla questione sicurezza, ma evitando che le preoccupazioni nei confronti dei migranti si trasformino in paura o in xenofobia. Si affronti il tema dei giovani, lasciando perdere il giovanilismo, ma avendo chiaro che una società che non progetta un futuro per i propri giovani è destinata a deperire.</p>
<p>Si dia un filo conduttore a tutte le buone idee che sono emerse in questi anni ma che non hanno mai avuto una sintesi efficace e una chiara direzione politica. Diritti, lavoro e questione ambientale. Se il congresso parlerà di questo, rinnovando le nostre radici solidaristiche, sarà un buon congresso.</p>
<p>Per questo mi auguro che il nostro congresso non parli al nostro interno ma si rivolga al paese, sappia parlare del paese e gli dia una prospettiva. Solo così saremo credibili: un partito che non chiede fiducia, ma che finalmente la ispira!</p>
<p>Da qui, dal nostro circolo novatese faremo di tutto per dare il nostro contributo.</p>
<p>Novate Milanese, 16 luglio 2009</p>
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		<title>Centro sportivo CIS-Polì: stanziati dal Comune altri 500mila Euro per coprirne i debiti</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Oct 2008 20:38:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Patrizia Banfi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Consigli Comunali]]></category>
		<category><![CDATA[Novate]]></category>
		<category><![CDATA[Varie ed eventuali]]></category>
		<category><![CDATA[consiglio comunale]]></category>
		<category><![CDATA[polì]]></category>
		<category><![CDATA[società partecipate]]></category>

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		<description><![CDATA[Deciso NO del Partito Democratico alla nuova ricapitalizzazione del CIS (Polì). Ben 500mila Euro che i novatesi dovranno ancora una volta sborsare per il centro sportivo ma che, a nostro avviso, non permetteranno di risolvere la drammatica situazione di forte indebitamento del CIS.
Il Consiglio Comunale tenuto martedì 7 Ottobre 2008 ha approvato con i voti della sola [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="color: #3300ff;"><em><strong style="color: #ff0000;">Deciso NO del Partito Democratico alla nuova ricapitalizzazione del CIS (Polì). Ben 500mila Euro che i novatesi dovranno ancora una volta sborsare per il centro sportivo ma che, a nostro avviso, non permetteranno di risolvere la drammatica situazione di forte indebitamento del CIS.</strong></em></p>
<p>Il Consiglio Comunale tenuto martedì 7 Ottobre 2008 ha approvato con i voti della sola maggioranza una nuova ricapitalizzazione del centro sportivo &#8220;Polì&#8221; per tentare di salvarlo dal forte indebitamento. Non è la prima volta che questo accade bensì è la quarta volta dalla sua apertura avvenuta 5 anni fà, ciò riconferma come la costruzione di questo centro sportivo sia stata una scelta, anche se molto premiante come immagine per l&#8217;Amministrazione comunale, piena di errori d&#8217;impostazione e su cui pesa l&#8217;aggravvante di non aver mai controllato adeguatamente la sua gestione.</p>
<p><span id="more-147"></span></p>
<p>Dopo un ottimo lavoro di approfondimento fatto dalla Commissione, nominata dal Consiglio Comunale, costituita dai Consiglieri : Maldini (PD), Campagna (UDC) e Giudici (FI),  il consigliere Giudici, capogruppo di FI, ha esposto una lucida analisi sulla situazione economica e gestionale del CIS, lasciando ben pochi dubbi sul suo pesante dissesto finanziaro e motivando la necessità di una ricapitalizzazione come unica alternativa a un danno più grande.</p>
<p>L&#8217;esposizione , successivamente fortemente contestata in alcune sue conclusioni all&#8217;interno della stessa maggioranza dal Sindaco Silva e dall&#8217;assessore Zucchelli, ha però evidenziato alcune cose molto preoccupanti tra cui:</p>
<p>La quota del CIS appartente al Comune è priva di valore commerciale, quindi è invendibile .</p>
<p>Il Comune di Novate ,che è socio di minoranza al 49% , ha interamente versato (100%) la sua quota di capitale e per fare questo ha anche ceduto delle aree comunali,  mentre il socio di maggioranza ,che quindi controlla il CIS col 51% , ha versato solo il 25% (minimo di legge) della sua parte di capitale.</p>
<p>Il Centro &#8221;Polì&#8221; ha generato in 5 anni di attività un debito di 2 milioni di euro .</p>
<p>Il PD quindi ha votato contro questa soluzione consistente nell&#8217;ennesimo esborso di denaro pubblico col fine di tamponare una situazione economica di una Società Partecipata ( Società privata ma con una quota comunale) che la Giunta di centrodestra non ha saputo nè probabilmente ha voluto gestire in modo positivo.</p>
<p>Alleghiamo la dichiarazione di voto e gli interventi del Capogruppo PD Lorenzo Guzzeloni e del consigliere Daniela Maldini per un ulteriore approfondimento dell&#8217;argomento.</p>
<ul>
<li><a href="http://www.partitodemocraticonovate.it/wp-content/uploads/cc-7-ott-08-intervento-guzzeloni.pdf">Intervento consigliere Lorenzo Guzzeloni</a></li>
<li><a href="http://www.partitodemocraticonovate.it/wp-content/uploads/cc-7-ott-08-intervento-maldini.pdf">Intervento Consigliere Daniela Maldini</a></li>
<li><a href="http://www.partitodemocraticonovate.it/wp-content/uploads/cc-7-ott-08-dichiarazione-di-voto-pd.pdf">dichiarazione di voto del PD</a></li>
</ul>
]]></content:encoded>
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